Praga fracica: pornografia, lavoro sessuale e queerness nella capitale ceca

Un topos che ricorre spesso nel parlare di determinati posti è quello di usare il nome della città con accanto un aggettivo che dovrebbe descrivere la sua atmosfera, l’impressione che lascia. Faccio un esempio. In film, guide turistiche, libri, articoli, nomi di aziende, recensioni di turisti-clienti Napoli è: violenta, esoterica, velata (ma anche svelata), sotterranea,… Continua a leggere Praga fracica: pornografia, lavoro sessuale e queerness nella capitale ceca

Felice anno nuovo: una traduzione da Dubravka Ugrešić

L’anno accademico 1975/76 l’ho passato a Mosca grazie alle borse di studio che si scambiavano reciprocamente i ministeri dell’istruzione di due paesi, la Jugoslavia e l’URSS. Il più alto interesse nello studiare nell’URSS lo mostravano i giovani pianisti (il famoso Ivo Pogorelić), le ballerine e i matematici. Io ero venuta per raccogliere materiale su Boris… Continua a leggere Felice anno nuovo: una traduzione da Dubravka Ugrešić

L’isola del comunismo queer su Instagram: intervista a Homocommunist

Se cercate un perfetto connubio tra queer e socialismo, abbiamo la pagina Instagram che fa per voi: tra rivisitazioni di vecchi manifesti di propaganda comunista – riletti in chiave omoerotica – e storie di persone e movimenti che hanno contribuito ad un ponte tra arte e politica marxista, Homocommunist riesce a sorprendere i suoi follower… Continua a leggere L’isola del comunismo queer su Instagram: intervista a Homocommunist

Cannes 2022: i migliori film dell’Est

Al Festival di Cannes, pur non in quantità massiccia come a Venezia, la presenza del cinema dell’Est si fa sentire sempre. È così anche nella 75^ edizione, con tre film in concorso, tre nella sezione Un Certain Regard e uno nel festival collaterale, la Quinzaine. Avendoli visti tutti, di seguito si propone i migliori, chiaramente… Continua a leggere Cannes 2022: i migliori film dell’Est

L’ascensore di Prijedor: il cappottino rosso dei Balcani

L’ascensore di Prijedor è il primo romanzo breve di Darko Cvijetić, scrittore, drammaturgo e poeta bosniaco. L’edizione italiana è curata da Bottega Errante Edizioni e tradotta da Elisa Copetti, ma il titolo originale è Schindlerov lift, “l’ascensore di Schindler”, richiamo al “soccorritore indimenticabile di 1200 ebrei perseguitati”. La comparazione tra l’Olocausto e la pulizia etnica… Continua a leggere L’ascensore di Prijedor: il cappottino rosso dei Balcani

Paktofonika e Kaliber 44: realtà giovanile nella Polonia degli anni Novanta e Duemila

È davvero difficile trovare un altro paese al mondo in cui, Stati Uniti a parte, il rap abbia esercitato un’influenza così grande sull’arte e sulla società quanto in Polonia. L’autore dell’articolo che segue spiega molto bene le ragioni dell’origine di questo fenomeno sul territorio polacco, nonché gli sviluppi attraverso alcuni dei suoi rappresentanti più famosi;… Continua a leggere Paktofonika e Kaliber 44: realtà giovanile nella Polonia degli anni Novanta e Duemila

La bellezza nella cultura russa e ne L’idiota di Dostoevskij: salvezza o perdizione?

Quante volte avete sentito la celebre frase la bellezza salverà il mondo? Utilizzata, riciclata e sciacallata in mille modi, in realtà ha un significato profondo e per nulla superficiale. In molti non sanno che, inoltre, nel romanzo L’idiota di Fëdor Dostoevskij da cui è tratta, in realtà si legge:”Il mondo lo salverà la bellezza”. Il… Continua a leggere La bellezza nella cultura russa e ne L’idiota di Dostoevskij: salvezza o perdizione?

Dopo l’assenza: una chiacchierata su arte e Ucraina con Polina Polikarpova

Dopo i fatti del 24 febbraio, i riflettori di tutto il mondo sono puntati sull’Ucraina. La narrazione della guerra è diventata parte integrante dei servizi di cronaca, ma in Italia si sta anche fortunatamente facendo molto lavoro di divulgazione per quanto riguarda la cultura e gli aspetti che sottolineano la specificità e ricchezza identitaria dell’Ucraina… Continua a leggere Dopo l’assenza: una chiacchierata su arte e Ucraina con Polina Polikarpova

Il bianco si lava a novanta: Bronja Žakelj e il racconto della malattia

Scrivere di letteratura della malattia in epoca di pandemia – anche se quasi passata – assume sempre i contorni sfocati del paradosso, soprattutto quando a scontrarsi sono i registri del collettivo e dell’individuale, il corpo come unico punto di contatto tra i due. C’è quella frase attribuita a Stalin, secondo la quale “una morte è… Continua a leggere Il bianco si lava a novanta: Bronja Žakelj e il racconto della malattia

Di malinconie, paure e giovinezza: piccola guida alla nuova scena musicale indipendente russa

Ciò che mi piace delle grandi città è il loro polimorfismo e la libertà di viversele a proprio piacimento. Quando ero a Mosca, da un lato ho vissuto la città della Piazza Rossa con il Cremlino, i cori della Cattedrale di Kazan’, le campane a festa che ti gettano nella spiritualità e nel rigore ortodosso.… Continua a leggere Di malinconie, paure e giovinezza: piccola guida alla nuova scena musicale indipendente russa

As Far as I Can Walk: uno sguardo singolare alla situazione dei migranti lungo la rotta balcanica

E se un migrante africano fosse il nuovo eroe nazionale serbo? È questa la domanda che fa da sfondo al film As Far as I Can Walk di Stefan Arsenijević, rivisitazione in chiave contemporanea del poema epico serbo Strahinja Banović, che racconta la situazione dei migranti lungo la rotta balcanica. Più di una reinterpretazione dell’epica,… Continua a leggere As Far as I Can Walk: uno sguardo singolare alla situazione dei migranti lungo la rotta balcanica