Dopo l’assenza: una chiacchierata su arte e Ucraina con Polina Polikarpova

Dopo i fatti del 24 febbraio, i riflettori di tutto il mondo sono puntati sull’Ucraina. La narrazione della guerra è diventata parte integrante dei servizi di cronaca, ma in Italia si sta anche fortunatamente facendo molto lavoro di divulgazione per quanto riguarda la cultura e gli aspetti che sottolineano la specificità e ricchezza identitaria dell’Ucraina… Continua a leggere Dopo l’assenza: una chiacchierata su arte e Ucraina con Polina Polikarpova

Il bianco si lava a novanta: Bronja Žakelj e il racconto della malattia

Scrivere di letteratura della malattia in epoca di pandemia – anche se quasi passata – assume sempre i contorni sfocati del paradosso, soprattutto quando a scontrarsi sono i registri del collettivo e dell’individuale, il corpo come unico punto di contatto tra i due. C’è quella frase attribuita a Stalin, secondo la quale “una morte è… Continua a leggere Il bianco si lava a novanta: Bronja Žakelj e il racconto della malattia

Di malinconie, paure e giovinezza: piccola guida alla nuova scena musicale indipendente russa

Ciò che mi piace delle grandi città è il loro polimorfismo e la libertà di viversele a proprio piacimento. Quando ero a Mosca, da un lato ho vissuto la città della Piazza Rossa con il Cremlino, i cori della Cattedrale di Kazan’, le campane a festa che ti gettano nella spiritualità e nel rigore ortodosso.… Continua a leggere Di malinconie, paure e giovinezza: piccola guida alla nuova scena musicale indipendente russa

As Far as I Can Walk: uno sguardo singolare alla situazione dei migranti lungo la rotta balcanica

E se un migrante africano fosse il nuovo eroe nazionale serbo? È questa la domanda che fa da sfondo al film As Far as I Can Walk di Stefan Arsenijević, rivisitazione in chiave contemporanea del poema epico serbo Strahinja Banović, che racconta la situazione dei migranti lungo la rotta balcanica. Più di una reinterpretazione dell’epica,… Continua a leggere As Far as I Can Walk: uno sguardo singolare alla situazione dei migranti lungo la rotta balcanica

Le figlie del generale: Mimoza Hysa e il regime come doppio malefico

Una caratteristica imprescindibile contraddistingue i romanzi che hanno saputo raccontare efficacemente i regimi: quella dell’incanto come mascheramento. Una veste, cioè, che non richiedesse esplicitamente di raccontare la violenza, ma che si servisse del simbolo, mitico e non, per farlo.  Romanzi complessi come quello di Mimosa Hysa rischiano di essere fraintesi, se la mente non è… Continua a leggere Le figlie del generale: Mimoza Hysa e il regime come doppio malefico

Chiamatemi Esteban di Lejla Kalamujić: (ri)scrivere il trauma per superarlo

Poi le dita piccoline iniziavano a farmi male, dunque mettevamo la macchina da scrivere in una valigetta di plastica e la riponevamo nel silenzio profondo di quella morte prematura.   Tre righe prese dalla seconda pagina bastano a riassumere non solo l’essenza del libro Chiamatemi Esteban, ma anche l’approccio alla scrittura della sua autrice, Lejla… Continua a leggere Chiamatemi Esteban di Lejla Kalamujić: (ri)scrivere il trauma per superarlo

Comunismo e musica proibita: breve storia dei Plastic People of the Universe tra 1968 e 1988

“In un’intervista ci hanno chiesto se fossimo politici o meno. Eravamo convinti che non si trattasse mai di politica, su questo ha ragione Mejla. Tuttavia, aveva del politico il fatto che il regime reagisse in quel modo, ci sentiva suoi nemici […].”   I Plastic People of the Universe, anche soprannominati Plastici, sono un gruppo… Continua a leggere Comunismo e musica proibita: breve storia dei Plastic People of the Universe tra 1968 e 1988

La figlia del Boia: il fantasma di Ana Mladić tra complottismo, false verità e letteratura

“I Balcani producono più storia di quanta ne possano digerire” Winston Churchill Lo scorso luglio Belgrado si è risvegliata con un nuovo murales sulla facciata di un edificio nel quartiere centrale di Vračar, raffigurante un primo piano di Ratko Mladić e la scritta in caratteri cirillici: “Generale, siamo grati a tua madre”. La sua presenza… Continua a leggere La figlia del Boia: il fantasma di Ana Mladić tra complottismo, false verità e letteratura

Maskirovka: l’Ucraina underground attraverso gli occhi di Tobias Zielony

Nell’Arte della guerra, Sun Tzu gettava le basi per la retorica della dissimulazione bellica scrivendo che “la guerra si fonda sull’inganno”. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, o dell’“operazione militare speciale” che dir si voglia, lo sguardo dell’Occidente si è concentrato nuovamente sulle tattiche militari della Russia, che già dall’inizio dell’epoca sovietica si basavano… Continua a leggere Maskirovka: l’Ucraina underground attraverso gli occhi di Tobias Zielony

Jiří Orten, il poeta morto per un’ambulanza nazista

Siamo nel primo giorno di settembre del 1941: Praga ha da pochi mesi conosciuto la terribile presenza del nuovo governatore del Protettorato di Boemia e Moravia, Reinhard Heydrich, temutissimo capo della Reichssicherheitshauptamt (RHSA, l’Ufficio Principale di Sicurezza del Reich), vivendo giornate di sanguinosa repressione e terrore. Ha compiuto 22 anni da un paio di giorni… Continua a leggere Jiří Orten, il poeta morto per un’ambulanza nazista

La melodia del dolore: Filipenko e le “croci” bielorusse

“La Bielorussia sarà anche un paese amico, ma resta un paese straniero”.     In Croci rosse (Edizioni e/o, trad. a cura di Claudia Zonghetti, 2021) di frasi emblematiche ce ne sono moltissime, ma questa sembra essere una delle più significative, che forse meglio riassume l’essenza del romanzo stesso, strettamente legata alla situazione bielorussa sia… Continua a leggere La melodia del dolore: Filipenko e le “croci” bielorusse