La poesia di Nikolaj Atanasov e il prezzo di essere se stessi

28/06/2021Giorgia Spadoni

Nessuno sceglie di essere disprezzato dai propri cari –
sono loro stessi a crearci incapaci di amare in modo corretto
per poi rovinare sistematicamente i nostri destini,

perché sono amaramente delusi dalla propria creazione.
E non smetteranno questa globale inimicizia segreta,
perché hanno bisogno del nostro declassamento sociale.

Sono dèi vigliacchi quando ci condannano a morte
e ci costringono a nasconderci come delinquenti,
nonostante il crimine originale sia interamente loro. [1]

 

 

Nella Bulgaria degli anni Duemila i risultati di un sondaggio condotto a livello nazionale evidenziano che quasi l’80% della popolazione ha un atteggiamento negativo nei confronti dei propri concittadini omosessuali, di cui il 53% estremamente negativo. Appena il 17% afferma di sentirsi a proprio agio nel comunicare con una persona apertamente omosessuale. Metà degli intervistati non vorrebbe lavorarci nella stessa stanza, e tre quarti non instaurerebbe un rapporto di amicizia con loro. Il 70% non iscriverebbe i propri figli a una scuola dove c’è un insegnante omosessuale. Circa la metà del campione interpellato non accetterebbe di avere un figlio di orientamento omosessuale.

È in una di queste famiglie ‘tradizionali’ che l’8 gennaio 1978 nasce a Pleven il poeta e attivista Nikolaj Atanasov. Dichiaratamente gay fin dall’adolescenza, a ventidue anni decide di lasciare il paese per trasferirsi negli Stati Uniti, in Florida. Studia letteratura inglese al Broward College di Fort Lauderdale. Non metterà più piede in Bulgaria per tutto il resto della sua breve vita; troppa è la paura della discriminazione che ammorba la sua terra natale, tanta è la voglia di vivere liberamente la propria sessualità e ricercare la propria identità.

 


Презервативи

Не знам какво е да те обичам
обичам да си мисля че те обичам
обичам да съм влюбен в обичането

не знам какво е да ме обичаш
обичам да ми повтаряш че ме обичаш
обичам да вярваш че ме обичаш

обичаме да мислим че се обичаме
обичаме да се вкопчваме в обичането
да прегръщаме да притискаме да не изпуснем

да не останем свободни
да не разкъсаме гумената черупка
любовта да не

избяга

Preservativi

Non so cosa significhi amarti
amo pensare che ti amo
amo essere innamorato dell'amore

non so cosa significhi amarmi
amo quando mi ripeti che mi ami
amo quando credi che mi ami

amiamo pensare che ci amiamo
amiamo aggrapparci all’amore
abbracciarci spingerci senza perderci

senza restare liberi
senza strappare il guscio di gomma
senza che l'amore

fugga

 


Atanasov cresce in un misero quartiere operaio di Marten, piccolo centro nei pressi di Ruse, e già da bambino dimostra una spiccata sensibilità, appassionandosi presto a cinema e musica. È un grande fan di Michael e Janet Jackson, nonché l’unico ragazzino a fare parte del gruppo di ballo della scuola. Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza sono difficili e tormentati, puntellati dalle angherie patite in classe e a casa, che lo segnano profondamente. I rapporti con la componente maschile del nucleo familiare sono tesi, specie col patrigno, marcati da continui comportamenti aggressivi nei confronti di Nikolaj. Nessuno è disposto ad accettare la sua dichiarata omosessualità; la madre propone di “farlo curare”, sostenendo che l’orientamento sessuale del figlio sia solo un capriccio, effetto di un temporaneo desiderio di eccentricità.

Le figure femminili che abitano il focolare domestico del futuro poeta influenzano ulteriormente la sua forma mentis; tutte sono accomunate da destini più o meno infelici a causa degli uomini. La nonna materna per tutta la vita è vittima silenziosa delle botte e umiliazioni del marito, una zia viene pugnalata dal consorte ubriaco, e lo stesso concepimento di Nikolaj è frutto di uno stupro che la madre subisce a vent’anni. Tenta di abortire, ma il medico la rassicura dicendole che non è incinta. Quando la donna si accorge dell’errore è ormai troppo tardi per intervenire. Queste vicissitudini gettano le basi del sentito femminismo ma anche del malessere acuto che animano e tormentano l’esistenza dello scrittore, caustica linfa dei suoi versi.

 


Хетерористи

Той е толерантен и уважава

хетеросексуалните мъже,

стига да не се приближават

и да не парадират пред него.



Да не се държат за ръка с жени

(демонстрирането е ужасно...),
да не се натискат и да не ги

целуват на обществено място.



Да прикриват брачните си халки -

те не са спасителни пояси.

Произвеждат дете-алкохолик

както псевдо-морални устои.



365 дни правилен парад

на прикрито надменен отряд.

Eterroristi

È tollerante e rispettoso
verso gli uomini eterosessuali,
basta che non si avvicinino
e non si mettano in mostra davanti a lui.

Non tengano le donne per mano
(le dimostrazioni sono orribili...),
non si tocchino e non le
bacino in pubblico.

Coprano le loro fedi nuziali -
non sono salvagenti.
Producono un figlio alcolizzato
come fondamento pseudo-morale.

365 giorni di parata perbenista
di uno squadrone velatamente sdegnoso.


Negli anni Novanta Atanasov fugge dalle maglie soffocanti dell’eteronormatività e dei dogmi patriarcali di provincia per stabilirsi a Sofia, dove si laurea in filologia bulgara all’Università statale “S. Clemente d’Ocrida”. Nel 1999 pubblica la sua prima raccolta di poesie, Jabălka (“Mela”), premiata dall’Associazione degli scrittori bulgari (Sdruženie na bălgarski pisateli) e tradotta in varie lingue. I componimenti fanno da subito perno sulle vicende più intime e personali del giovane per raggiungere un lirismo scarno e intenso al contempo, privo di abbellimenti e mezzi termini, ricchissimo di immagini evocative. Non esercizi di stile, ma grida di libertà, rabbia e dolore pervase dal desiderio di annientare le ipocrisie, dal bisogno di vivere la propria omosessualità alla luce del sole – a scapito dei pregiudizi, a costo dello stigma.

 

Най-сините ние

На Георги Рупчев


Утре, в двадесет и пет часа,

от другата страна на вселената,

прегръщайки вместо небето мене,

тайно изкрещя:



"Озоновата дупка се затвори,

океаните се излекуваха,

Нострадамус просто не е бил в час,

че ние с теб искаме да се обичаме."



И още:



"Забрави озоновата дупка, Апокалипсиса,

заразените водни източници, възпалили света,

Павел, вечните клевети на Левит,

бавните конвулсии на съвестта



и ела –

ще се преродим в делфини,

ще освободим небето,

ще бъдем сини, по-сини, най-сини,

ние, по-ние, най-ние,

където не ни принуждават

да се крием..."



Ще отговоря:



"До дъното на сълзите ти,

със свръхестествена сила
обичам те."

И още:

"Непреодолимо е.

Остави ме.

Сега съм заоблачен и не ми се разсъмва.

Сега проливно,

уморено и

тихо

валя."
I noi più blu

A Georgi Rupčev (2)


Domani, alle ore venticinque,
dall'altra parte dell'universo,
abbracciando me invece del cielo,
in segreto gridò:

“Il buco dell'ozono si è chiuso,
gli oceani sono guariti,
Nostradamus non l’aveva affatto previsto
che io e te vogliamo amarci.”

E ancora:

“Dimentica il buco dell'ozono, l'Apocalisse,
le riserve d'acqua contaminate che hanno dato fuoco al mondo,
Pavel, le eterne calunnie del Levitico,
le convulsioni lente della coscienza

e vieni –
ci reincarneremo in due delfini,
libereremo il cielo,
saremo blu, più blu, i più blu,
noi, più noi, i più noi
là dove non ci costringeranno
a nasconderci...”

Risponderò:

“Fino al fondo delle tue lacrime,
con forza sovrumana
ti amo.”
E ancora:
“È insormontabile.
Lasciami stare.
Adesso sono annuvolato e non mi va di albeggiare.
Adesso torrenziale,
stanco e
muto
piovo.”


La società sofiota però non è così diversa da quella bulgara provinciale, e perfino tra le più alte sfere della cultura emarginare e nascondersi sono attività all’ordine del giorno. La produzione di Atanasov è quindi estremamente innovativa e impattante per temi e contenuti nello scenario letterario bulgaro. Tra gli estimatori e padri intellettuali del poeta c’è lo stesso Georgi Gospodinov, che lo incoraggia, descrivendolo come una penna “drastica e talentuosa, drasticamente talentuosa”, un autore “impossibile” per la sua produzione “legata in modo diretto e doloroso ai traumi taciuti propri della comunità bulgara”.

 


Борисова градина

Той преследва пеперудите в Борисова градина,

но не може да прибере у дома никоя от тях,

не може и дума да става пред родителите.

Все повече го измъчват тайните му бягства

и продължава да пропилява времето си

в преследване на съвършения екземпляр.



Отдавна е загубил представа какво търси,

знае само, че нищо не може да го задоволи,

и най-красивата пеперуда винаги се изплъзва.



Докато един ден внезапно го връхлети

и съдбовната им среща сложи край

на разочарованията от вечния лов.



Съвършено обагрената пеперуда Монарх

с хипнотизиращи хитинови извивки

ще разтвори мощните си крила над него,



ще се спуснат по тях мълниите на вените й,

в които тече заразно мляко, и дългият й хобот

ще се впие в устните му, за да ги пресуши.

Borisova gradina (3)

Lui rincorre le farfalle nel parco Borisova gradina,

ma non può portarne a casa nessuna,

non può farne parola con i genitori.



Le sue fughe segrete lo tormentano sempre più

e continua a sprecare il proprio tempo

alla ricerca dell'esemplare perfetto.



Ormai ha perso la cognizione di cosa sta cercando,

sa solo che niente riesce a soddisfarlo,

e la farfalla più bella gli sfugge ogni volta.



Finché un giorno ci si imbatte all'improvviso

e il loro fatidico incontro mette fine

alle delusioni della caccia eterna.



Una farfalla monarca perfettamente colorata

con ipnotiche curve di chitina

spiegherà le sue ali potenti sopra di lui,



lungo cui scenderanno i fulmini delle sue vene,

dove scorre un latte infetto, e la sua lunga proboscide

affonderà nelle sue labbra per asciugarle.


 


Atanasov è un ragazzo tormentato, ferito, che però non ha vergogna di raccontarsi e crede fermamente nell’attivismo. Fa parte della BGO Gemini, la primissima organizzazione LGBT bulgara, fondata nel 1992. E nonostante abbandoni la nazione nel 2000, nei vent’anni che seguono la sua presenza rimane viva e costante, seppur circoscritta a un certo tipo di pubblico. Continua incessantemente a comporre, senza mai barattare la sua lingua materna per l’inglese. Appaiono così altre tre raccolte: Organički formi (“Forme organiche”, 2007), Manifestatsija (“Manifestazione”, 2011) ed Evangelie ot Еvnuch (“Vangelo di un Еunuco”, 2017). Quest’ultima combina una selezione di versi usciti in precedenza e liriche nuove, traendo ispirazione dalle ricerche bibliche compiute dallo statunitense Mark Brustman. Lo studioso sostiene che, secondo il vangelo di Matteo, Gesù di Nazareth si riferisse ai suoi contemporanei omosessuali con l’appellativo di “eunuco”. Atanasov afferma che questa teoria non solo è del tutto ignorata in Bulgaria, ma non può nemmeno essere dimostrata a causa della traduzione incorretta del suddetto vangelo, contrariamente alle edizioni anglofone. Il poeta denuncia in maniera sempre più aspra il tossico ambiente postmoderno in cui la comunità LGBT è costretta a vivere, dopo 45 anni di repressione comunista.

 

Евангелие от Евнух

Защото има евнуси, които така са родени от утробата на майка си; има пък евнуси, които са били скопени от човеци; а има и евнуси, които сами себе си са скопили, заради небесното царство. Който може да приеме това, нека приеме.

Матей 19:12


Твърдят, че любовта ми не ражда деца

и често не принадлежи на себе си,

отвличана от алчния език на непознати.

Наричат думите си чужди и многозначителни,

но смисълът им е един, когато ме убива.

Държа да саботирам книжната им смърт

и връщам болката обратно, докато ги съживи,
за да се сблъскат с "безполезните“ въпроси:

Възможно ли е поетическото превъзходство

да не гради художествената дистанция

като алиби на погребващата подлост;

да не обслужва привилегията на незнанието

за вечното завръщане към голотата на срама

в затвора на езика и в руините на паметта,

за компулсивното записване на страха,

атрофирал в болестта на философията,

за обвиненията вместо справедливост

след горделивото заличаване на духа.
Vangelo di Eunuco

Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca.

Matteo, 19:12


Dicono che il mio amore non generi figli

e spesso che non sia mio né indipendente,

rapito dal linguaggio avido degli sconosciuti.

Definiscono distaccate ed eloquenti le loro parole,

ma il significato è uno solo mentre mi uccide.

Voglio sabotare la loro morte letteraria

e ridare indietro il dolore affinché li rianimi,

perché possano scontrarsi con le questioni “inutili”:

Può la superiorità poetica

non fare della distanza artistica

un alibi per la meschinità funeraria;

non servire il privilegio dell'ignoranza

per l'eterno ritorno alla nudità della vergogna

nella prigione della lingua e nelle rovine della memoria,

per l'abbonamento compulsivo alla paura,

atrofizzata nella malattia della filosofia,

per le accuse al posto della giustizia

dopo un orgoglioso annullamento dello spirito.


Secondo il giornalista e traduttore Dimităr Kenarov l’idioma bulgaro è l’unica vera patria di Nikolaj Atanasov, rifiutato dalla propria terra e costretto a cercare rifugio oltreoceano, dove sente di non riuscire ad adattarsi alla cultura consumista dilagante. Nonostante intrattenga fitti rapporti con amici e conoscenti via internet, resistere negli Stati Uniti si fa via via sempre più difficile non solo a livello economico, ma anche psicologico. Pur di sopravvivere senza chiedere aiuto a nessuno lavora saltuariamente come fattorino per alcune pizzerie. E a queste già precarie condizioni materiali si aggiungono le diagnosi di paranoia e disturbo borderline della personalità. Atanasov oltretutto non ha costanza con le terapie mediche che gli vengono prescritte e preferisce cercare sollievo nei narcotici, finendo per esacerbare i propri sbalzi d’umore. Nel giro di pochi anni la situazione precipita, le ossessioni prendono il sopravvento e lo scrittore interrompe ogni contatto con le persone che conosce. Il 22 giugno 2019 il suo corpo viene ritrovato senza vita sulla spiaggia di Fort Lauderdale, privo di segni di violenza. Un suicidio che sembra quasi un omaggio al nostro Pier Paolo Pasolini, a cui Nikolaj Atanasov aveva anche dedicato il titolo di un suo componimento pubblicato all’inizio del nuovo millennio.

 

Носталгия по Пазолини

целувам гърдите ти

от метал и износената

хидравлика на прегръдката ти

целувам корозиращото ти

четиритактово сърце

прекъсващите зеници

безжизнените

лостове с прерязани кабели

целувам

тишината на изключеното ти тяло

моя износена

механична любов

отиваш си единствена моя

механична любов

безотказна любов

оставяш ме парализиран

в непоносимата свобода

мой спасителен

безотказен Бог

напускаш тези оловни

артерии тези

октанови колене оставяш

тези стържещи слабини

този центробежен череп

този херметичен

        буксуващ череп

този буксуващ череп

        буксуващ череп

        буксуващ череп
Nostalgia di Pasolini

bacio il tuo petto

di metallo e la consunta

idraulica del tuo abbraccio

bacio il tuo caustico

cuore a quattro tempi

le pupille intermittenti

senza vita

leve con i cavi tagliati

bacio

il silenzio del tuo corpo spento

mio logoro
amore meccanico

te ne vai mio unico

amore meccanico

amore infallibile

mi lasci paralizzato

nella libertà insopportabile

mio salvatore

infallibile Dio

abbandoni queste plumbee

arterie queste

ginocchia d’ottano lasci

questi inguini stridenti

questo cranio centrifugo

questo ermetico

        cranio impantanato

questo cranio impantanato

        cranio impantanato

        cranio impantanato


La notizia della sua morte viene resa nota solo a inizio novembre, quando gli accertamenti scientifici confermano che si tratta del cadavere del poeta bulgaro. Articoli e post rimbalzano sui social, e nei commenti sottostanti non mancano critiche brutali e impietose, sintomo evidente che quella discriminazione tanto fuggita e temuta da Atanasov è tuttora viva e vegeta. Stando all’ultimo rapporto annuale stilato da ILGA-Europe, la situazione in Bulgaria non è molto migliorata: solamente il 32% dei cittadini dichiara di riconoscere e accettare la comunità LGBT, di cui il 47% è costituito dalla popolazione al di sotto dei 29 anni. In un’intervista rilasciata nel febbraio 2009, Nikolaj Atanasov riassume la questione così: “Dobbiamo capire che nessuna delle nostre differenze è insormontabile, e dobbiamo rispettarle, altrimenti giungeremo all’alternativa inammissibile della violenza. Non possiamo vantarci di difendere i diritti umani se denigriamo le diversità e accettiamo solo le analogie”.

 

 

 

Note:

1)  I versi in epigrafe sono tratti dalla poesia Evnuch – Duch – Bog – Edinorog (“Eunuco – Spirito – Dio – Unicorno) inclusa nella raccolta Evangelie ot Еvnuch (“Vangelo di un Еunuco”).
2) Georgi Rupčev (1957 – 2001) poeta e traduttore bulgaro.
3) Borìsova gradìna è forse il parco più celebre di Sofia, e sorge tra il rettorato dell’Università statale e lo stadio “Vasil Levski”. Realizzato tra fine Ottocento e inizio Novecento, è stato battezzato in onore di re Boris III.

Tutte le traduzioni dal bulgaro presenti nel testo sono dell’autrice.

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