Olga Tokarczuk incontra Dante: una conversazione con Andrea Ceccherelli

12/08/2021Sara Treviglio

Ogni incontro con Dante è oneroso, e anche fuori dai confini italiani la letteratura è piena di punti di contatto con il Sommo Poeta. Gli echi romantici che hanno testimoniato la fortuna dell’opera dantesca vivono ancora in terra polacca, in un continuo gioco di risignificazioni, e il confronto col mito proseguì nel Novecento nelle parole di Miłosz, di Vincenz, nelle invettive di Gombrowicz contro i monumenti morti e immortali eretti in nome dell’arte. In occasione del festival che si è tenuto a Bologna per celebrare Dante e il “parlar d’amore”, il premio Nobel Olga Tokarczuk ha dialogato con Andrea Ceccherelli su vari aspetti dell’opera dantesca, sul raccontare altre soggettività in un’epoca di frammentazione – un inferno liquido, come lo definirebbe Bauman. Tokarczuk si è prestata a farci da Virgilio nel percorso tortuoso delle antinomie del reale, regalandoci una prospettiva nuova sulla letteratura e sulla vita.

 

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